The dead

Verso una creazione scenica liberamente ispirata al racconto di James Joyce

ideazione, luci e regia: Claudio Angelini
con: Valentina Bravetti
fotografie in tempo reale: Laura Arlotti
composizione sonora: Elicheinfunzione
collaborazione drammaturgica: Riccardo Fazi
cura degli allestimenti e costumi: Elisa Gandini
direzione tecnica: Luca Giovagnoli
una produzione: Città di Ebla, Chantier Temps D'Images 2010/Romaeuropa Festival
con il sostegno di: Comune di Forlì, Regione Emilia Romagna
il "real time shooting" è una tecnica espressiva nata dalla collaborazione di Città di Ebla con Luca Di Filippo nell'estate 2010

Dopo “La metamorfosi” sento di dovermi ancora occupare di un racconto di inizio novecento. Mi sono soffermato sul “mozzo” attorno a cui ruota tutta la produzione di Joyce. Il suo canto d’esilio. Ho scoperto che The dead è un’insuperabile guida per andare a caccia di fantasmi. I propri. E’ parlare della vita come luogo confinante  con  altre realtà che ci sono in-tangibilmente prossime. Ora la parola che mi interessa è nostalgia. Si può parlare di nostalgia del presente? E’ solo una questione sentimentale?
Mi sono chiesto perché la mia attenzione ora, e da un po’ di tempo, si rivolge a piccole storie borghesi, la cui trama può apparire semplice e quasi banale come nel caso di The dead o avere un elemento di grande potenza che si esaurisce subito come ne La metamorfosi. Posso solo dire questo: una personale ed istantanea rivoluzione emotiva, nell’intimo della nostra stanza, agisce come una detonazione o una deflagrazione. Lo voglio dire, sconvolge le sorti umane al pari di una guerra. A volte le guerre ci appaiono come un duro sfondo di cui sappiamo poco o nulla. Conosciamo però lo scuotimento del nostro quotidiano nelle sue più intricate smagliature. Joyce e Kafka ne hanno saputo parlare. Hanno parlato di me e forse anche di te, spettatore.
- Claudio Angelini -

Il progetto The dead 2011-2012
Come nella precedente creazione scenica liberamente tratta dal racconto di Kafka, anche The dead funziona come un estrattore e ci spinge a individuare un dispositivo originale di rappresentazione. Tale dispositivo è per noi costituito dalla fotografia scattata in tempo reale attraverso la quale gli spettatori vedono la scena per una parte dello spettacolo. Fotografia come nostalgia, come finestra su un altro mondo, a noi contiguo.
Il progetto The dead riparte da Bassano del Grappa dopo aver mostrato un’anteprima ai cantieri Temps d’Images di Romaeuropa Festival nell’ottobre 2010. Si susseguiranno una serie di tappe denominate “shoot” ed aventi il progressivo numerico cronologico e il luogo della loro prima esposizione, per arrivare alla sua forma definitiva entro l’anno 2012.

The dead
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